MEDICINA AYURVEDA


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filosofia

Presentazione

Il termine sanscrito AYURVEDA deriva da “ayur” che significa vita o longevità e “veda” che significa scienza o sapere. L’ayurveda comprende insegnamenti che servono a mantenere e proteggere la salute, oltreché curare la malattia. Definisce il modo di vivere, descrive la dieta, la medicina e i comportamenti che sono benefici o dannosi alla vita stessa, al fine di conservare l’agilità, la salute e la longevità.

I VEDA (dalla radice sanscrita “
vid” che significa conoscere, vedere, imparare) sono considerati la più antica e sacra documentazione del sapere in forma scritta (la datazione della stesura risale al 4000 a.C.); costituiscono il cuore della cultura indiana e la radice di ogni forma di pensiero successivo. Affermano che l’Essere Supremo che creò l’Universo, spinto dall’amore per l’umanità, donò i Divini Veda agli esseri umani tramite i Rishi, i saggi veggenti. Brahma, il primo Essere creato, meditando sull’Essere Supremo ricevette il suono OM in cui era racchiusa la sacra conoscenza del Veda; Brahma la trasmise ai veggenti in stato meditativo. Inizialmente questa conoscenza fu tramandata oralmente di generazione in generazione, e solo dopo migliaia di anni venne finalmente trascritta. I Veda si compongono di quattro parti chiamate: Rig, Sama, Yajur e Atharva e contengono informazioni inerenti la religione, la politica, la scienza, il comportamento, l'arte.

La nascita leggendaria dell’ayurveda è legata alla venuta del grande saggio
Dhanvantari, considerato incarnazione di Visnu, che emergendo dall’oceano portò in dono agli uomini il fluido dell’immortalità: la scienza dell’ayurveda.
Storicamente numerosi concetti di ayurveda sono espressi nel
Rig Veda: i suoi tre grandi Dei (Indra, Agni e Soma) si riferiscono anche ai tre umori biologici dell'ayurveda (vata, pitta e kapha). L’Atharva Veda è però quello che contiene maggiori riferimenti a concetti ayurvedici: fattori anatomici e fisiologici, processo della malattia, trattamenti specifici.

Nei secoli a seguire gli
studiosi di medicina apportarono un concreto e logico contributo all’ayurveda, raccogliendo tutto il materiale che si trovava sparso nei Veda e sottoponendolo a prove di efficacia basate su un pensiero di tipo scientifico. Tali compilazioni vennero chiamate Samhita; di queste, tre sono ad oggi reperibili: il Charaka Samhita, il Sushruta Samhita e l’Ashtanga Hridaya Samhita, tutte in lingua sanscrita. Il Charaka Samhita è il più antico dei tre testi, compilato presumibilmente intorno all’anno 1500 a.C.. Si tratta di un lavoro sistematico in cui vengono descritti i principi fondamentali dell’ayurveda: la struttura fisiologica e anatomica del corpo umano, i vari agenti eziologici, i sintomi, i segni e la patogenesi delle malattie, la metodologia dell’esame dei pazienti, il trattamento e la prognosi. Gli aspetti preventivi includono regimi quotidiani e stagionali, nozioni di dietetica e di comportamento. Charaka rappresenta la scuola Atreya dei medici.
Sushruta rappresenta invece la scuola Dhanvantari dei chirurghi ed è considerato il padre della chirurgia. Nel Sushruta Samhita troviamo la descrizione di strumenti chirurgici, la classificazione di fratture, ferite, ustioni, procedure di chirurgia plastica, di dissezione del corpo umano e la descrizione dei punti Marma, i punti vitali del corpo.
Altro importante medico ayurvedico fu
Nagarjuna, famoso saggio della tradizione buddista Mahayana, che compilò un commentario su Sushruta e gettò le basi del Rasa Shastra, cioè l’impiego di preparazioni alchemiche.

La conoscenza dell’ayurveda, grazie ai missionari buddisti cominciò a diffondersi oltre i confini dell’India, inclusa Roma, la Grecia e la Cina. Attorno al settimo secolo d.C.
Vagbhatta di Sind scrisse un altro testo fondamentale, l’Ashtanga Hridaya Samhita. Egli aggiornò la conoscenza dell’ayurveda introducendo una varietà di nuove erbe e apportando modifiche e aggiunte nel campo della chirurgia.

Tradizionalmente l’ayurveda è suddivisa in otto branche:

1.
Medicina interna (kaya chikitsa)
2
.Disturbi del capo e del collo (shalakya tantra)
3.
Chirurgia (shalya)
4.
Cura degli avvelenamenti (agadatantra)
5.
Pediatria (kaumara bhritya)
6.
Ringiovanenti (rasayana)
7.
Uso degli afrodisiaci (vajikarana)
8.
Psicologia (bhutavidya)

Anche se al giorno d’oggi gli aspetti chirurgici e i trattamenti d'urgenza non sono più pertinenza dell'Ayurveda, essa rimane una scienza medica di grande valenza nel campo della prevenzione e delle cure naturali. E' possibile e auspicabile una sempre maggiore integrazione con la medicina allopatica in un' ottica di beneficio per l'uomo sia dal punto di vista fisico che psichico, in armonia con l'Universo.


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